per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

domenica 29 gennaio 2012

Sei a letto con Jezebel?


Tutte le chiese conosceranno
che Io sono Colui che investiga le menti e i cuori,
e renderò a ciascuno secondo le sue opere.
Apocalisse 2:23

"Ma io so che, venendo da voi, verrò nella pienezza della benedizione dell'evangelo di Cristo" (Romani 15:29). Paolo scriveva queste parole ai cristiani in Roma. Stava dicendo loro "non ho dubbi che, quando vi rincontrerò, sarà nella piena misura della benedizione di Cristo".
Le parole dell'apostolo implicano qui qualcosa che ogni credente deve sapere. Cioè, ci sono vari gradi - o misure - della benedizione di Cristo. Alcuni credenti ottengono una misura piena di questa benedizione, che è il nostro obiettivo. Tutti noi dovremmo giungere ad una misura piena della benedizione di Cristo. Eppure altri cristiani acquistano solo una piccola misura della benedizione di Cristo.
Nella sua lettera agli Efesini, Paolo esorta ognuno a perseguire la piena misura di questa benedizione:"a ciascuno di noi è stata data la grazia, secondo la misura del dono di Cristo... finché giungiamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo... e conoscere l'amore di Cristo che sopravanza ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio"(Efesini 4:7,13 e 3:19).
Notate la parola "pienezza" in questi versi. Il vocabolo greco che Paolo usa qui significa "completare il compito di riempirsi fino al colmo". Questo è il compito che Dio ci ha dato: perseguire la pienezza della benedizione di Cristo nelle nostre vite.
Paolo elabora ancora questo concetto, scrivendo: "C'è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in voi tutti" (4:4-6). In breve, Dio il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo abita in tutti i suoi figli. Gesù promise: "Noi verremo e faremo dimora in voi" (vedi Giovanni 14:23). Paolo sta specificando che tutti abbiamo lo stesso accesso al Signore. Perciò, abbiamo tutti la stessa opportunità di ottenere la sua benedizione sempre crescente. In effetti, le nostre vite dovrebbero continuamente crescere in quella che Paolo definisce "la benedizione di Cristo".
Considerate l'incredibile misura della benedizione di Cristo nella vita di Paolo. Quest'uomo ricevette rivelazioni da Gesù in persona. Egli scrisse che Cristo si rivelò in sé. Naturalmente, Paolo sapeva di non essere giunto alla perfezione. Ma sapeva anche, senza dubbio, che non c'era niente nella sua vita che impedisse il flusso della benedizione di Cristo.
Per questo Paolo poteva dire: "Sono sicuro che quando verrò da voi, verrò nella pienezza della benedizione del vangelo di Cristo" (Romani 15:29). Aveva una santa certezza nel suo cammino con Cristo. Egli affermava:"Per questo io mi sforzo di avere continuamente una coscienza irreprensibile davanti a Dio e davanti agli uomini"(Atti 24:16).
Paolo stava dicendo, in effetti: "La mia vita è un libro aperto davanti al Signore. Non ho alcun peccato segreto nascosto nel cuore, e Lui non ha alcuna controversia con me. E la Sua benedizione su di me è un continuo flusso di rivelazioni. Perciò, quando vi predico, voi non state ascoltando le parole umane. Non vi consegno un messaggio morto pieno di sapiente teologia. Ciò che udite sono le esatte parole provenienti dal cuore di Dio".
Vedete, la pienezza della benedizione di Cristo ha poco a che fare con i beni materiali. Naturalmente, tutto il benessere e le risorse terrene debbono essere considerate come una benedizione dalla mano provvidente di Dio. Ma Paolo sta parlando qui di benedizioni ancora maggiori. Il vocabolo greco che usa per benedizioni, significa: "raccomandazione di Dio" oppure il "Suo beneplacito".
In breve, la benedizione di Cristo significa avere una vita che piace al Signore. E' una rivelazione interiore che viene dallo Spirito Santo che, mentre Dio osserva la tua vita, dice: "Sono compiaciuto di te, figlio mio, figlia mia. Non c'è niente fra di noi che impedisce la nostra comunione e la nostra relazione".
Lo scrittore agli Ebrei riassume la pienezza della benedizione di Cristo in questo modo: "Ora il Dio della pace, che in virtù del sangue del patto eterno ha fatto risalire dai morti il Signor nostro Gesù, il grande Pastore delle pecore, vi perfezioni in ogni buona opera, per fare la sua volontà, operando in voi ciò che è gradito davanti a lui per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia la gloria nei secoli dei secoli" (Ebrei 13:20-21).
Mi piace stare con persone che vivono questo genere di vita cristiana. Hanno quell'aroma della comunione con Gesù. Come Paolo, questi santi si soddisfano di questa vita, desiderano essere nella presenza di Cristo, e hanno fame di ottenere più e più intimità con lui. Parlano molto di Gesù, e trasudano il Suo amore e la Sua santità.
Queste persone si godono la vita, ma evitano ogni conversazione stolta. Vivono completamente separati dalle cose di questo mondo. E il favore di Dio è evidente nelle loro vite e nelle loro famiglie. Potranno forse essere poveri, ma le loro vite sono completamente benedette dal Signore.
Non mi fraintendete, queste persone soffrono come chiunque altro. Attraversano momenti di prove dure e di afflizioni. Ma come Paolo, benché possono essere abbattuti, non sono distrutti e non lasciano mai la presa. Sono determinati ad ultimare il loro cammino di fede e ministrano in un modo che piace a Dio.

Lo scopo di questo messaggio è evidenziare
ciò che ci impedisce di entrare nella pienezza della benedizione di Dio.

Paolo chiedeva ai Galati: "Voi correvate bene; chi vi ha ostacolato a impedendovi di ubbidire alla verità? Questa persuasione non viene da colui che vi chiama. Un po' di lievito fa fermentare tutta la pasta" (Galati 5:7-9).
Paolo si riferisce qui ad un tipo di mentalità, ad una convinzione dottrinale o a una teologia. Sta chiedendo: "Cos'è nella vostra vita che vi impedisce di proseguire nella piena benedizione di Cristo? Stavate facendo bene in passato. Vi conoscevo come un popolo che pregava, che lavorava diligentemente e faceva buone opere. Ma qualcosa è andato storto. Non vi vedo più crescere. Al contrario, siete ritornati a confidare nella vostra carne. Non sento più quell'aroma di Cristo che avevate una volta. La vostra certezza, la vostra chiarezza, la vostra visione sono sparite. Qualcosa vi sta ostacolando".
"Cosa mai vi avrà persuaso a stanziarvi in questa condizione? Qualunque cosa sia, vi dico che non viene da Dio. Infatti, sento che in voi c'è del lievito - qualche compromesso. Qualcosa vi sta offuscando, qualcosa su cui forse vi state adagiando. E questo fa sì che Dio abbia una controversia con voi. Ditemi, che cos'è?"
Conosco tanti cristiani oggi che una volta venivano usati potentemente da Dio. Queste persone erano devote, pregavano, erano santi fiduciosi. Ma poi è accaduto loro qualcosa. In un modo o nell'altro, sono stati ostacolati dallo sperimentare la pienezza della benedizione di Cristo.
Questo riguarda anche molti ministri che conosco. Questi uomini hanno visto vittorie dopo vittorie nel loro cammino col Signore. Ma qualcosa si è intromesso nelle loro vite, qualche compromesso con il quale, nel corso del tempo, hanno fatto pace. Spesso quel lievito nascosto è un piccolissimo peccato.
A queste persone, Paolo chiede: "Cos'è successo? Cosa sta impedendo il flusso della benedizione di Cristo nella vostra vita? Quale lievito è rimasto?"
Persino il pio e timorato Elia non poté entrare nella pienezza della benedizione di Dio.
Il profeta Elia fu usato potentemente da Dio. Egli condivise il peso di Dio per Israele. Il suo cuore fu rotto a causa dell'allontanamento del popolo. E compì grandi miracoli e prodigi nel nome di Dio. Eppure, proprio come Mosè non riuscì ad entrare nella Terra Promessa, così Elia non poté sperimentare la completa pienezza della benedizione di Dio.
Conoscete la storia della vittoria di Elia sul Monte Carmel. Il pio profeta fece scendere fuoco dal cielo e massacrò i profeti di Baal. Poi pregò per la pioggia, e le cateratte si aprirono, ponendo fine alla lunga siccità in Israele. Quando il popolo vide queste cose, si pentì immediatamente della sua idolatria e ritornò al Signore.
Voglio riprendere la storia dal momento in cui il popolo partì per Iezreel, la capitale, per riportare la notizia. Incredibilmente, Elia corse al punto di sorpassare il carro, giungendo alla città, distante oltre quaranta chilometri. La Scrittura dice che "la mano del Signore fu sopra Elia" (1 Re 18:46) mentre egli correva. Questo mi dice che Elia stava compiendo una missione divina. "La mano del Signore" indica la sua guida. Dio stava guidando Elia a Iezreel con uno scopo. Perché, esattamente, il profeta stava correndo verso la capitale?
Troviamo un accenno nella testimonianza di Elia sul Monte Carmel: "Ho fatto tutte queste cose per tuo comando" (1 Re 18:36). Il profeta stava dicendo, in altre parole: "Signore, che tutti sappiano che ho compiuto tutte queste cose per sottomissione alla tua guida. Ciò che ho fatto oggi è semplicemente ciò che mi hai detto di fare in preghiera".
Ma poi la malvagia regina Jezebel ricevette la notizia. Quando ella venne a sapere che Elia aveva sgozzato tutti i suoi falsi profeti, minacciò di ucciderlo. La Scrittura dice che "Achab riferì a Jezebel tutto ciò che Elia aveva fatto e come aveva ucciso con la spada tutti i profeti. Allora Jezebel inviò un messaggero a Elia per dirgli: - Gli dèi mi facciano così e anche peggio, se domani a quest'ora non avrò fatto di te come uno di loro - . Quando sentì questo, Elia si levò e se ne andò per mettersi in salvo. Giunse a Beer-Sceba, che appartiene a Giuda, e vi lasciò il suo servo" (1 Re 19:1-3). Udendo la notizia, Elia corse per mettersi in salvo.
Molti commentatori della Bibbia credono che Elia non avesse paura di Jezebel. Dicono che la sua missione si compì sul Monte Carmel, a che ora Dio lo stesse guidando nel deserto per insegnargli qualche lezione importante. In altre parola, il Signore non aveva mai voluto che Elia affrontasse Jezebel a Jezreel.
Non sono d'accordo. Penso che questa interpretazione tralasci completamente il fulcro di questo brano. Mentre immagino Elia tutto baldanzoso che corre verso Jezreel, credo che lui stesse per compiere quest'ultima cosa che Dio gli aveva chiesto di fare: uccidere Jezebel.
Pensateci un po', il Signore non avrebbe permesso a Jezebel di procurarsi un altro stuolo di sacerdoti malvagi. Perché avrebbe detto ad Elia di uccidere i 400 profeti, permettendo invece la sopravvivenza della madre dell'idolatria? Sarebbe stato come potare i rami del peccato, lasciandone intatta la radice. Quando Dio prepara il suo popolo ad entrare nella pienezza della sua benedizione, lo chiama a fare qualcosa in più che pentirsi semplicemente. Ci chiama anche ad estirpare il nostro peccato, in modo che possiamo entrare in una vita di purezza e santità. Soltanto allora potremo sperimentare la sua pienezza.
Credo che la Bibbia dimostri che Jezebel andava abbattuta. In Apocalisse, Gesù istruisce la chiesa di Tiatira: "Io conosco le tue opere, il tuo amore, la tua fede, il tuo servizio e la tua costanza, e so che le tue ultime opere sono più numerose delle prime. Ma ho alcune cose contro di te: tu permetti a quella donna Iezabel, che si dice profetessa, di insegnare e di sedurre i miei servi inducendoli a fornicare e a mangiare cose sacrificate agli idoli...
"Ecco, io la getto in un letto di sofferenze e quelli che commettono adulterio con lei, in una grande tribolazione, se non si ravvedono dalle loro opere. E farò perire con la morte i suoi figli; e tutte le chiese conosceranno che io sono colui che investiga le menti e i cuori, e renderò a ciascuno di voi secondo le sue opere" (Apocalisse 2:19-23).
Cristo sta parlando qui ad un popolo che è caritatevole, pieno di fede, paziente, che cresce nelle buone opere. Eppure questi santi devoti non avevano ancora la piena benedizione del Signore. Perché? Gesù dice loro: "C'è solo una cosa, un solo vincolo, che vi impedisce di sperimentare appieno il mio favore. Ed è il fatto che non volete affrontare lo spirito di Jezebel che è in mezzo a voi. Permettete ancora a quello spirito di sedurvi". Cristo è assolutamente chiaro: se vogliamo entrare nella sua pienezza, dobbiamo sradicare ogni idolatria e peccato.
Ma qual è il peccato che Jezebel rappresenta? Jezebel è un nome simbolico. In ebraico significa "casta?" con un punto interrogativo intenzionale. Questo suggerisce sorpresa al solo pensiero della castità - e significa in realtà "certamente non casta, non pura; qualcosa che è chiaramente impuro". In breve, Jezebel è lo spirito di grossolana impurità e cupidigia.
Alcuni commentatori non credono che Jezebel fosse il vero nome della moglie di Achab. Piuttosto, dicono che lo scrittore abbia usato il nome come un epiteto umiliante a motivo del comportamento odioso della regina. Era una pratica comune fra gli scrittori biblici. Ad esempio, Giovanni usa il termine "anticristo" non solo per descrivere la persona che giungerà, ma anche uno spirito. Lo stesso vale per il termine "dragone": non solo viene usato per descrivere Satana, ma anche qualsiasi entità da lui controllata, compresi gli esseri umani.
Per dirla in breve, Jezebel è una propaganda seduttrice che viene dall'inferno, ed ha l'unico scopo di colpire i servi di Dio. Vuole abbattere e distruggere tutti quelli che sono stati toccati e unti dal Signore. Il brano sul Monte Carmel lo evidenzia. Vi siete mai chiesti da dove sono usciti fuori i profeti di Baal? Non erano dei sacerdoti importati, immigrati. Erano Israeliti, gli eletti di Dio. Erano stati sedotti da Jezebel, condotti alla fornicazione dal suo indottrinamento diabolico.
Non c'è dubbio secondo me che Elia fosse chiamato ad essere uno strumento per abbattere quella fortezza in Israele. Elia aveva una storia con il Signore, ed era addestrato ad ascoltare la voce di Dio. Pregò con una tale potenza che i cieli si chiusero e si riaprirono di nuovo. Quando colpì il fiume col suo mantello, le acque si divisero. E fece risuscitare dai morti un ragazzino. Elia visse e si mosse chiaramente nel miracoloso. Una volta dichiarò ad Achab con autorità: "Elia è qui!" Quale coraggio! Che risolutezza! Eppure adesso il potente profeta stava scappando, pieno di paura.

La battaglia che ebbe inizio fra Elia e Jezebel
è la stessa battaglia che combattiamo noi oggi.

Questa stessa battaglia si combatte ancora oggi nella casa di Dio. Pensate a un cristiano devoto, a qualcuno come Elia. E' dedito all'opera di Dio, è diligente, paziente, cammina per fede, serve gli altri, cresce nelle buone opere. Ma c'è un impedimento nella sua vita. Questo servo ha una misura di Cristo: è salvato, giustificato, occupato dai fatti del Padre. Eppure ora il Signore viene da lui, dicendogli: "Ho questo contro di te. Hai permesso a qualcosa di distruggere la tua vita. Uno spirito di Jezebel ti ha sedotto. E sta ostruendo il tuo cammino con me".
"Tu permetti a quella donna Jezebel... di insegnare e sedurre i miei servi a commettere fornicazione, a mangiare le cose sacrificate agli idoli" (Apocalisse 2:20). Gesù non sta parlando qui di una vera donna, che sta in mezzo ad una chiesa e insegna su come fornicare. No, si sta riferendo alle cose che ci indottrinano: la tv, internet, le concupiscenze della nostra carne. Questi sono tutti potenziali seduttori.
Allo stesso modo, quando Cristo parla di "mangiare le cose sacrificate agli idoli", non sta parlando di cibo. Si sta riferendo ai cristiani che indugiano nella spazzatura del diavolo. Questi credenti possono anche alzare la voce in preghiera in chiesa, ma quando tornano a casa, volgono la loro mente alle spazzature più inimmaginabili: sesso, violenza, abominazioni.
Persino il mondo riconosce il male di queste cose. In una intervista con il New York Times, ad un giovane attore famoso fu chiesto se avesse mai indugiato nella pornografia, come fanno molte star di Hollywood. Il giovane rispose:
"Non posso permettermi di nutrire la mia mente con questa spazzatura. Quelli che indugiano nella pornografia non riescono a controllare i loro pensieri. La loro mente corre sempre alle immagini tratte dalla pornografia. Non posso permettermelo, nessun attore professionista potrebbe".
Tristemente, molti cristiani non potrebbero affermare di avere una disciplina del genere.
Spesso, quando lo spirito di Jezebel viene a sedurci, sussurra: "Hai lavorato sodo, adesso hai bisogno di rilassarti. E' tempo che ti permetti una qualche ricreazione. Questo è il giorno della grazia, e Dio non è duro col suo popolo. Vai avanti, vediti quello spogliarello in tv. Oppure affittati quel film peccaminoso. Se indugi troppo, potrai sempre reclamare la purificazione del sangue di Gesù, che ti pulirà di nuovo".
No! Gesù ha detto che se concupiamo nel cuore, abbiamo già commesso adulterio. Lo dice chiaramente, con occhi fiammeggianti: "Le ho dato tempo per ravvedersi da ogni sua fornicazione, ma lei non lo ha fatto" (Apocalisse 2:21). Il "sua" in questo verso significa l'aver ingannato i figli di Dio, quelli sedotti dallo spirito di Jezebel.
Il Signore sta dicendo: "Sono misericordioso verso di te, e sono stato molto paziente. Ti ho dato molto tempo per pentirti e perdonare i tuoi peccati. Ti ho mandato profeti, sermoni dal pulpito, avvertimenti dai tuoi amici. Il mio Spirito ti ha convinto e ti ha ammonito con amore. Ma tu non ti sei pentito".
"Desidero che tu entri nella mia pienezza. Ho usato tutte le risorse per te. Eppure continui a vivere come un disperato. Ho una controversia con te, che non si risolverà finché non affronterai questo impedimento".
Considera le penose conseguenze di lasciare viva Jezebel. Gesù ci dice quali sono queste conseguenze:
"Io la getterò in letto" (Apocalisse 2:22). La traduzione greca qui è "sconfiggere, mettere in fuga". Significa continua paura, debolezza, un fuggi-fuggi continuo.
"Grande tribolazione" (2:22). Il greco suggerisce pressione, problemi, depressione.
"Ucciderò i suoi figli" (2:23). A meno che non si pentano, quelli che fanno un patto con Jezebel finiranno letteralmente con il morire.
Come mai il Signore tratta così severamente quelli che vanno a letto con Jezebel? Perché vuole che questa questione venga presa sul serio da tutti quelli che Lo servono: "E tutte le chiese sapranno che io sono colui che investiga le reni e i cuori: e io retribuirò a ciascuno secondo le sue opere" (2:23).
Queste non sono parole di uno dei profeti dell'Antico Testamento. E' un avvertimento che viene da Gesù stesso, in questi giorni di grazia. Egli ci sta dicendo: "Ogni individuo nella mia chiesa deve sapere che Jezebel va abbattuta. Bisogna affrontare questa fortezza spirituale, altrimenti non avrete una misura maggiore di me".
Adesso ritorniamo ad Elia. Lo considero uno dei più potenti uomini di Dio di tutta la Scrittura. Eppure permise a Jezebel di sopravvivere. Elia fallì in questa missione, senza giustificative.
Ma cosa ci fu alla radice del fallimento di Elia? Una mancanza di fede. Elia ritenne più potente Jezebel che Dio. Pensateci: dopo la sua vittoria sul Monte Carmel, nel paese c'era un risveglio, fra la gente c'era convinzione ed un pentimento un po' ovunque. Jezebel non aveva più potere. Se avesse cercato di uccidere Elia, il popolo sarebbe insorto per proteggerlo. Ma al contrario, quando venne minacciato, Elia perse la fede.
Siete riusciti a cogliere il punto di questo messaggio? L'Iddio che vi ha salvato - che vi ha dato vittoria sul peccato, e ha compiuto miracoli per voi - ha lo stesso potere per uccidere qualsiasi cupidigia - Jezebel - in voi. Lui può distruggere ogni fortezza, mortificare ogni peccato nascosto e liberarti da ogni potestà del nemico.
Molti cristiani tribolati pensano: "Quest'abitudine in me è così forte, che ne sono ripieno. Dov'è la vittoria?" E' allora che il nemico sussurra: "Dio non ti ha ascoltato. Non ce la farai. Nonostante tutte le tue preghiere, fallirai". Ma il Signore risponde: "No! Nessuna fortezza, nessuno spirito di Jezebel, avrà dominio sopra di te".
Elia fece ciò che molti credenti stanno considerando di fare: corse via. Davide scrive di aver voglia di volare via dal deserto, come un uccello. Geremia desiderò di aver una casa isolata, lontano nel deserto. Eppure la maggior parte di quei cristiani che "corre via", in realtà non va mai da nessuna parte. Per loro, è una questione di mentalità, è un desiderio di scappare dalla prova.
Infine, Davide concluse: "Non temerò male alcuno". Ma Elia scelse di correre via e di nascondersi. Rinunciò a combattere. E Jezebel continuò a vivere.

Dio ama i suoi servi nonostante tutte le loro paure e i loro fallimenti, ma...

Credo che la storia di Elia riveli uno dei più grandi atti compassionevoli che Dio abbia mai mostrato ad uno dei suoi servi fedeli. Elia finì sotto un cespuglio, nel deserto, così depresso da cadere in un sonno profondo. Ma il Signore mandò un angelo per svegliarlo e per nutrirlo con delle focacce e dell'acqua. Perciò Elia mangiò e bevve, ma era ancora così depresso che si mise di nuovo a dormire.
Ancora una volta l'angelo lo svegliò e gli portò un altro pasto. Poi Dio pronunciò queste meravigliose parole al suo servo: "Elia, il viaggio è troppo lungo per te. Ecco, siedi e mangia" (vedi 1 Re 19:7). Stava dicendo: "Amico, non puoi gestire da solo questa situazione. Sono con te".
Vedete, l'amore di Dio per Elia era fuori dubbio. Non importava che il suo servo avesse fallito miseramente. Persino nella sua paura, nella sua depressione e nel desiderio di scappare via, Elia era amato ancora molto dal Padre. Lo stesso vale per tutti noi che amiamo e serviamo il Signore.
Eppure Dio ebbe un altro messaggio per Elia. Era un avvertimento misericordioso che vale anche per noi oggi. "Cosa fai qui Elia?" (19:13). Anche se il Signore aveva perdonato Elia, non avrebbe nascosto il suo problema sotto al tappeto. Lo amava troppo.
Elia rispose con una scusa, ma Dio non volle accettarla. Ancora chiese: "Perché sei qui, Elia?" Stava dicendo, in effetti: "Perché hai smesso di combattere, Elia? Perché hai rassegnato le dimissioni dal tuo ministero? Da dove è venuta questa debolezza?"
Alla fine, sembra che Dio abbia accettato le dimissioni di Elia. Il Signore diceva, in altre parole: "Non voglio costringerti ad andare avanti, Elia. Ma voglio che ungi Jehu al posto tuo. Sarà lui ad adempiere la tua missione di uccidere Jezebel".
Il fatto è che se vogliamo smettere, il Signore ce lo permetterà. E non ci amerà meno di prima. Semplicemente, ci permetterà di proseguire con una misura limitata di Cristo. Certamente, quando venne il momento per Elia di ritornare a casa dal Signore, fu trasportato in cielo con un carro di fuoco. Fu un uomo grandemente onorato. Ma, come Mosè che non poté entrare nella Terra Promessa, anche Elia non entrò mai nella pienezza della benedizione di Dio.
Forse dirai: "Io non ho problemi di cupidigia. Non sono un fornicatore né un adultero. Grazie a Dio, non sono stato sedotto dallo spirito di Jezebel". Gioisco con te. Ma per ogni credente che desidera entrare nella piena benedizione di Cristo, un momento di Elia verrà di sicuro. Incontrerai il nemico più grande e più sopraffacente che avrai mai affrontato. E lo spirito di Jezebel ti dirà: "Questa volta fallirai. E' tutto finito per te".
Quando giungerà quel tempo, non potrai pensare di mollare tutto. Non smettere di combattere né dimenticare le promesse che Dio ti ha dato. Abbatti lo spirito di Jezebel. Il Signore dice che non ha potestà su di te.
Ecco un'immagine finale della misericordia divina. Anche se Elia ha fallito, il Signore diede al suo servo una parola finale. La Scrittura dice che Elia profetizzò: "I cani mangeranno Jezebel sulle mura di Jezreel" (1 Re 21:23). Ed accadde esattamente questo. Jezebel fu uccisa proprio lì dove Elia era scappato, e i cani leccarono il suo sangue. Dio diede ad Elia quell'ultima parola.
Cari fratelli, il nostro Signore ci ha resi più che vincitori. Questa è la sua ultima parola sull'argomento. Perciò, leviamoci e combattiamo. E lasciamoci condurre nella pienezza della sua benedizione.

David Wilkerson

giovedì 26 gennaio 2012

Le visioni di Daniele-cap.9




Il nono capitolo di Daniele è una delle profezie relative a un periodo di tempo più sorprendentemente precise e letterali dell'intera Bibbia.
Il capitolo ha inizio con Daniele che disperatamente implora Dio a favore del suo popolo Israele, che in quel tempo era prigioniero dell'Impero Persiano (circa il 538 a.C.).

E mentre io parlavo ancora, pregando.. quell'uomo Gabriele.. mandato con rapido volo, s'avvicinò a me, verso l'ora dell'oblazione della sera.
E mi ammaestrò.. e disse, ''Daniele, io son venuto ora per darti intendimento.'' (Daniele 9:20-22)

Daniele aveva pregato Dio di salvare la Sua città (Gerusalemme) ed il Suo popolo (verso19).
L'angelo ora appare per dire a Daniele quando e come Dio li salverà'. ''fa dunque attenzione alla parola, e intendi la visione!''(verso 23)

la predizione vera e propria comincia col verso 27. Come in altre profezie di Daniele, daremo prima la predizione e quindi l'interpretazione.

VISIONE:
''Settanta settimane son fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città, per far cessare la trasgressione, per metter fine al peccato, per espiare l'iniquità, e addurre una giustizia eterna, per suggellare visione e profezia, e per ungere un luogo santissimo.'' (Daniele9:24)

INTERPRETAZIONE:
Questa parola ''SETTIMANE'' qui nella Bibbia è la parola ebraica ''SHABUA'', che letteralmente significa ''SETTE'' o UNITA' DI SETTE''. Per cui una traduzione un pò più accurata di ciò sarebbe ''settanta sette'' anzichè ''settanta settimane''.

Mentre procediamo alla lettura e nella comprensione della profezia e del suo adempimento, diventa evidente che questi SETTANTA SETTE, sono SETTANTA ''SETTE'' di anni, ogni ''settimana'' rappresentando un periodo di sette anni per un totale di 490 anni.

''Il tuo popolo'', il popolo di Daniele, era il popolo di Dio. Così egli dice che per quel che riguarda la storia del popolo di Dio, devono passare ancora ''settanta sette'' per far cessare la trasgressione, per mettere fine al peccato ecc. Man mano che procediamo vedremo esattamente come ciò si doveva avverare in ''settanta sette''.

VISIONE:
Sappilo dunque, e intendi! Dal momento in cui è uscito l'ordine di restaurare e riedificare Gerusalemme fino all'apparire di un unto, di un capo, vi sono sette settimane; e in sessantadue settimane essa sarà restaurata e ricostruita, piazze e mura, ma in tempi angosciosi. Dopo le sessantadue settimane (69 ''sette''), un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui. (Daniele 9:25,26a) 

INTERPRETAZIONE:
nel 453 a.C., Artaserse Longimano, re dei Medi e dei Persiani, dette l'ordine a Neemia di andare a ricostruire Gerusalemme (Neh,2:5). Vi furono parecchi altri proclami emanati da re persiani di liberare gli ebrei dalla schiavitù e farli ritornare in Israele a ricostruire il tempio, ma il proclama principale di ricostruire la città stessa di Gerusalemme fu emanato nel 453 a.C.
La profezia prediceva che dal tempo di quel proclama fino all'unto, al capo, sarebbe passato quanto tempo? 69 sette di anni, o 69 volte sette anni, che fa esattamente 483 anni. Dal 453 a.C. Questo ci porterebbe esattamente al 30d.C. Proprio l'anno della crocifissione di Gesù Cristo!
Benchè Gesù avesse 33 anni quando fu ''soppresso'', gli storici moderni datano la nascita di Gesù al 4a.C. E la sua crocifissione al 30d.C. Ciò a causa di un errore di calcolo del monaco cattolico Dionigi, che nel VI secolo circa delineò il nostro attuale calendario.

Per cui Gesù iniziò davvero la Sua missione all'età di 30 anni (Luca3:23). Nell'anno 27 d.C., e fu crocifisso, come dicemmo, nel 30 d.C. Così qui abbiamo i 69 sette di anni, o 483 anni, che ci danno il tempo esatto della crocifissione del Messia.

Ora notate che la profezia divide i 69 anni in due gruppi, uno di sette settimane, e l'altro di 62 settimane. Questo perchè le mura e la città furono costruite nelle prime sette settimane o 49 anni. Poi, dopo di ciò, vi sarebbero state ancora 62 settimane, o 63 sette di anni, prima della crocefissione del Cristo.

È scritto: ''un unto sarà soppresso, ma non per se stesso''(Versione KJV). Isaia, in un'altra profezia, dice perchè il Messia doveva esser ''soppresso''. ''Egli era strappato dalla terra dei viventi e colpito a motivo delle trasgressioni del mio popolo.. dopo aver dato la sua vita in sacrifizio per la colpa.. il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, e si caricherà Egli stesso delle loro iniquità.'' (Isaia53:8,10,11 – 750a.C.) Egli morì per noi, non per se stesso, ma per le trasgressioni di tutto il mondo, per i nostri peccati.

Quando Gesù morì sulla croce nel 30d.C. Adempì in se stesso le promesse di quel verso: Egli fece 'cessare la trasgressione, mise fine al peccato, ed espiò l'iniquità, ecc. Come l'Apostolo Paolo disse, ''Siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del suo figliolo, (Romani5:10) e ''È stato manifestato per annullare il peccato col Suo sacrificio.'' (Ebrei9:26) Egli portò ''giustizia eterna'' attraverso la salvezza. (Romani10:4), benchè Gesù adempisse tutte queste promesse in se stesso, noi che crediamo in Lui non le possediamo ancora pienamente: Le abbiamo solo per fede, nel reame dello Spirito, e non le possederemo letteralmente finchè non ritorna Gesù.

Infatti dice che dopo ''settanta settimane'' la ''visione e la profezia'' saranno ''sigillate'', o completate. Paolo disse che ora ''in parte profetizziamo, ma quando la perfezione sarà venuta (GESÙ) quello che è solo in parte sarà abolito.'' (1Corinzi13:9,10). Quindi sappiamo che questa settantesima settimana non è ancora venuta, perchè quando verrà apporterà perfezione al popolo di Dio, il che potrà avvenire solo con il ritorno di Cristo! Così questa settantesima settimana è ancora nel prossimo futuro!

VISIONE:
''Un Unto sarà soppresso, ma non per Se stesso: e il popolo d'un capo che verrà distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà come un'inondazione; ed è decretato che vi saranno delle devastazioni fino alla fine della guerra.'' (Daniele 9:26b)

INTERPRETAZIONE:
dopo che Gesù fu crocefisso, sapete che successe a Gerusalemme(''la città'') e al Tempio (''il santuario'')? Nel 70 d.C. Le legioni romane vennero e misero la città a ferro e fuoco, rasero al suolo il Tempio e lo distrussero. Più di un milione di Ebrei furon passati a fil di spada e 95.000 furon presi come schiavi!(1)

che ci si trovi d'accordo o meno con questa interpretazione dei tempi e delle settimane, ecc., non è possibile discutere I FATTI AVVERATISI della profezia, che mostrano come il Messia sarebbe venuto prima della distruzione del tempio e della città nel 70 d.C. - 40 anni dopo la morte di Gesù! Questa è solo una delle altre 300profezie adempiutesi in Gesù di Nazaret, tutte scritte da 4 a 15 secoli prima della Sua nascita!

[Alcuni di voi possono domandarsi come è stata ottenuta questa data del 453 A.C., mettendo in rilievo il fatto che di solito la data per questo evento è il 446 o il 447 a.C. Queste date tuttavia sono basate sul nostro anno solare usato attualmente, di 365 giorni; ma nei libri sia di Daniele che dell'Apocalisse ''le profezie di tempo'' sono basate su di un ''anno profetico'' di 360 giorni. (2)
Per esempio, la lunghezza del tempo della guerra dell'antiCristo contro i Figli di Dio è data in Daniele come ''3 anni e mezzo'' (Daniele 7:25 – 12:7) e mezza settimana, o tre giorni e mezzo (Daniele 9:27). In Apocalisse  è scritto che l'antiCristo guerreggerà contro i Figli di Dio per 42 mesi o 3 anni e mezzo (Apocalisse11:2 e 13:5) e i Figli di Dio si opporranno a lui apertamente per ''1260 giorni'' (Apocalisse 11:3 – 12:6,14). Così ''tre tempi e mezzo'' equivale a 42 mesi o 1260 giorni, che equivale lo stesso numero di anni di 360 giorni!
Si ottiene la data del 453 a.C. Aggiungendo 446 a.C. e 30 d.C. Il che fornisce 446 anni. Moltiplicate questo per 365, poi per 360. sottraendo la differenza e dividendo per 360 vi darà 6 anni e 220 giorni. Aggiungendo questi anni a 446 o 447 vi darà 452 e 453 e 1/2, o una media di 453. aggiungendo 30 d.C. A questi, si ha un totale di 483 anni fra il comandamento e l'uccisione del Messia!]

Michea 5:2, Isaia 7:14 e 9:6 (750 a.C.) predissero che il Messia sarebbe nato a Betlemme da una vergine, e sarebbe stato chiamato ''il Principe della Pace'' che era esistito dai giorni eterni''. Il suo tradimento da parte di Giuda è in Zaccaria 11:12,13 (500 a.C.) per ''trenta sicli d'argento''; la Sua crocefissione nel Salmo 16:10 – ''Non abbandonerai l'anima mia in potere della morte''.

SPERIAMO CHE ABBIATE ACCETTATO GESÙ COME IL MESSIA, perchè la settantesima settimana deve ancora venire, e terminerà, come dicemmo, con la seconda venuta di Gesù Cristo! Questa volta non come Agnello da sacrificare, ma come ruggente Leone per prendere possesso del mondo e governando con una verga di ferro! Fareste meglio a prepararvi!!

VISIONE:
Egli stabilirà un saldo patto con molti durante una settimana (7 anni): e in mezzo alla settimana farà cessare sacrificio e oblazione; e sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore; e questo finchè la consumazione che è decretata, sarà versata sul popolo desolato.'' (Daniele9:27)

INTERPRETAZIONE:
Quindi abbiamo una settimana ancora scoperta, quella settantesima settimana – che saranno GLI ULTIMI SETTE ANNI DI STORIA!
Questo ''egli'' che stabilisce il patto è il ''capo che verrà'' del verso 26. Il suo POPOLO, i Romani, distrussero Gerusalemme. Essi erano ''il popolo di un capo che VERRÀ, che è l'anti-Cristo, il cui regno, secondo altre profezie in Daniele 2 e 7, sarà una rinascita ed una continuazione del vecchio Impero Romano nello spirito e in altro!

Questo patto ha a che fare con la città di Gerusalemme, con la ricostruzione dell'antico Tempio ebraico che era situato sul monte Moriah, dove ora si trova il Tempio della Roccia, e con la restaurazione del culto nel Tempio e del sacrificio di sangue.

[Daniele 8:13,14 dice che la durata di tempo per il ''sacrificio continuo e la ribellione che produce la desolazione'' durerà ''duemilatrecento giorni''. Sappiamo da Daniele 9:27 che il sacrificio giornaliero cessa nel mezzo della settimana e che l'abominazione della desolazione continua per il resto della settimana, o 1260 – la durata del tempo per ''la ribellione che produce la desolazione''.

Poi sottraendo questo 1260 da 2300 il risultato è la durata di tempo per il sacrificio giornaliero – 1040 giorni, che è 220 giorni in meno di 3 anni e 1/2. Dal momento che il sacrificio giornaliero viene interrotto nel mezzo dei sette anni, questi 220 giorni senza sacrificio si devono verificare all'inizio dei 7 anni. In altre parole il sacrificio giornaliero probabilmente comincia 220 giorni dopo che il patto è confermato, dando agli ebrei il tempo di ricostruire il loro tempio in preparazione per la riadozione dell'adorazione con sacrificio.]

Paolo parla in Galati di due patti che Dio stabilisce colo popolo: IL PATTO DELLA PROMESSA fu stabilito con Abramo e il suo seme.
Paolo dice che questo seme è Cristo, e ''se voi siete di Cristo allora siete di Abramo e coeredi secondo la promessa'' della benedizione di Dio! (Galati 3:16,29)

L'ALTRO PATTO È LA LEGGE, che venne da Mosè e contiene la maledizione su tutti coloro che non obbediscono, ''tutte le cose che sono scritte nei libri della legge fatele''. (Deuteronomio 27:26) Naturalmente nessuno può, ed è per questo che Dio Padre ha mandato Gesù a morire per noi. Tuttavia, Paolo paragonò questo patto ''alla Gerusalemme che è adesso'' o i figli di Abramo in carne ed ossa: i cosiddetti ebrei.

L'antiCristo ''confermerà il patto a molti''. Questo ''molti'', può significare entrambi, i figli di Israele naturali come pure i discendenti spirituali, la vera Israele.

L'unico modo in cui questo può avvenire, naturalmente è con un'invasione armata di Israele o comunque con la totale militarizzazione del suo territorio da parte di un paese straniero (tipo ONU e simili). Le conseguenze di una invasione armata saranno eventualmente una guerra atomica, che porrà termine alla guerra Arabo-Americana-Israeliana, e restituirà le terre arabe ai loro veri proprietari, e farà di Gerusalemme una capitale internazionale religiosa del mondo attraverso un patto specifico imposto dai partecipanti a questa invasione di forza, e dal suo futuro dittatore mondiale che scaturirà dalle ceneri di questa guerra!

''Nel mezzo della settimana (alla fine dei tre anni e mezzo, lasciando fuori altri tre anni e mezzo), farà cessare il sacrifizio e l'oblazione (in altre parole, fermerà il culto religioso), e per il dilagare delle abominazioni la renderà desolata.''

questa cessazione del ''sacrifizio quotidiano'' compiuta dall'antiCristo'' è anche predetta nei capitoli 8 e 11 di Daniele. In Daniele 8 dice, ''egli (il piccolo corno) toglierà il sacrificio quotidiano, e il luogo del suo santuario sarà abbattuto... (a causa) della trasgressione della desolazione.(Daniele 8:11-14), (vedi grafici cronologici per maggiori spiegazioni a questi versi) Daniele 11:31 dice, ''Armate saranno con lui ed essi... toglieranno il sacrificio quotidiano... e causeranno l'abominazione che cagiona (causa) la desolazione.''(''Armate saranno con lui''.. in questo passo è chiara l'invasione militare).

Questa ''abominazione della desolazione'' o ''che causa la desolazione'' sarà ''l'immagine della bestia'' o d'un idolo indemoniato dell'antiCristo, ha qualcosa che avrà a che fare in qualche modo con il denaro. Il sistema monetario in sè stesso è un idolo. È il dio del denaro mammona, una abominazione della desolazione che il mondo adora! Il denaro in un modo, è l'immagine della bestia di questo mondo, il riflesso della sua potenza, - l'idolo tentacolare dei governi di oggi!- ''Mostrami un DENARO – di chi è l'IMMAGINE e l'iscrizione che porta? Essi risposero... di Cesare''! (Luca20:24).

Secondo Apocalisse 13,  il presente mezzo monetario sarà presto rimpiazzato da un nuovo mezzo ''monetario''.. un particolare sistema di credito nel qualeogni persona nel mondo che appartiene al sistema avrà un numero di credito senza del quale non potrà comprare o vendere (Apocalisse13:7)

Questo numero sarà marcato su ogni persona: ''un marchio nella loro mano destra o sulle loro fronti... affinchè alcun uomo possa comprare o vendere, senza il marchio o il nome della bestia (il leader mondiale e il suo governo), o il numero del suo nome... che è numero d'uomo, e il suo numero è seicento sessantasei (666).'' (Apocalisse 13:16,17)

presto l'uomo non temerà più il potere della valuta di carta e dei loro proprietari, MA AVRANNO UN NUOVO DIO, UN NUOVO MEZZO DI SCAMBIO, e saranno marchiati dalla bestia come bestiame per il macello, e saranno  costretti ad adorare la bestia e queste immagini-idoli, o saranno uccisi!

IL CENTRO DI CONTROLLO DI QUESTO SISTEMA DI CREDITO SARA' LA ''MAGICA'' IMMAGINE-IDOLO PARLANTE DELLA BESTIA, [probabilmente il supercomputer predetto da molto tempo, ne abbiamo parlato anche in questo articolo], che sarà stabilito nella gloriosa montagna santa (il monte Moriah - Gerusalemme) dove c'era il Tempio e dove ora c'è la Moschea di Omar (vedi Daniele 11:45).

tenetevi sempre aggiornati sugli ultimi sviluppi dei pagamenti senza contanti che ci stanno dirigendo a grandi passi verso il compimento delle profezie bibliche sul governo antiCristo [anche il governo Monti ha attuato una legge che prevede sempre meno l'utilizzo dei contanti a favore dei pagamenti elettronici]. Guardate semplicemente come stanno preparando il mondo per un dio meccanico, un cervello elettronico, una deità computeruna specie di ''terminator'' (Apocalisse 13:15) che poi saranno disposti ad adorare perchè è la loro stessa creazione, l'opera delle loro mani e dei desideri del loro cuore.

HANNO ADORATO L'OPERA DELLE LORO MANI, ciò che le loro dita hanno fatto'' (Isaia2:8),questo idolo dell'antiCristo, questa abominazione della desolazione sarà sistemata proprio nel tempio a Gerusalemme per far sì che gli ebrei lo adorino. Si sforzeranno anche di far la stessa cosa nei cuori stessi della gente, il vero tempio di Dio, il tempio spirituale di Dio.

Avranno successo con coloro che non lo conobbero e non erano veramente il Suo tempio, MA NEL SUO VERO TEMPIO, IN QUEI VERI CREDENTI CHE RIMARRANNO, essi NON sistemeranno l'abominazione dell'antiCristo. Come disse Gesù, ''i veri adoratori adoreranno il Padre in Ispirito e verità'' – il tempio del Suo Spirito, non il tempio ''a Gerusalemme''. Giammai in eterno periranno (i veri adoratori) e nessuno può rapirli dalla mia mano''. (Giovanni 4:21,23 – Giovanni 10:29)

VISIONE:
''E finchè la CONSUMAZIONE che è decretata sarà versata sopra il popolo desolato''.(Daniele9:27)

INTERPRETAZIONE:
L'abominazione sarà posta nel tempio nel mezzo della settimana e porterà desolazione FINO ALLA CONSUMAZIONE, che in ebraico significa letteralmente ''COMPLETAMENTO'' o il COMPLETAMENTO DELLA SETTIMANA. Allora, alla seconda venuta di Gesù Cristo, l'ira di Dio sarà riversata sul popolo desolato – quelli che hanno accettato l'antiCristo come Dio e hanno adorato la sua immagine, che porterà desolazione e abominazione a tutti quelli che credono in essa.

Gesù disse: ''quando dunque avrete visto l'abominazione della desolazione della quale ha parlato il profeta Daniele posta nel luogo santo dove non dovrebbe... ALLORA VI SARÀ GRANDE AFFLIZIONE, quale non fu giammai dal principio del mondo fino a ora, e anche giammai più non sarà!'' (Matteo 24:14,21 – Marco 13:14)

i primi tre anni e mezzo di questo apparente governo benefico di questo dittatore saranno seguiti da tre anni e mezzo di un regno di terrore chiamato la Grande Tribolazione, sotto l'immagine demoniaca di questo dittatore e il suo falso profeta, ed una persecuzione mondiale di cui mai si vide l'eguale sia di Ebrei che Cristiani!

Secondo il libro dell'Apocalisse, è durante questo periodo che i Gentili calpesteranno la Città Santa ''per 42 mesi'' – ''milleduecentosessanta giorni'' – mentre i testimoni di Dio profetizzeranno in tuniche di sacco con grande potere e miracoli finchè avranno completata la loro testimonianza. POI LA BESTIA FARÀ GUERRA CONTRO DI LORO E LI UCCIDERÀ, perchè il loro messaggio ha tormentato quelli che abitano sulla terra (Apocalisse 11:2,10)

la grande bestia rossa (Apocalisse 12:3) avrà forte potere su tutta la terra per tre anni e mezzo, dicendo grandi blasfemie e facendo grandi meraviglie e miracoli di modo che tutto il mondo si stupirà di lui e lo adorerà, dicendo, ''chi è simile alla bestia e chi può guerreggiare con lei?'' (Apopcalisse 13:4,8 – 2Tessalonicesi 2:3,12)

l'antiCristo e le sue forze saranno ''onnipotenti'', così onnipotenti che penseranno perfino di poter far guerra a Dio e al Suo popolo, ed è in questo che perderanno! Dio proteggerà e custodirà molti di noi, se non la maggior parte. Questo accadrà in maniera soprannaturale, miracolosa e potente. E il messaggio di Gesù Cristo e della Sua Verità sarà divulgato ugualmente, malgrado tutto ciò che faranno! Poi quando sembrerà che saremo veramente spazzati via, Gesù arriverà a salvarci, il lieto finale del Suo Disegno.

Poichè allora, Gesù disse: ''immediatamente dopo la tribolazione di quei giorni'' (alla determinata consumazione o completamento della settantesima settimana di Daniele) allora (E SOLO ALLORA..NESSUNO VI INGANNI!) apparirà il segno del Figliolo in cielo...e loro vedranno il Figliolo venire nelle nuvole del cielo con potenza e grande gloria.
E Lui manderà i Suoi angeli con grande suono di tromba e loro raccoglieranno i Suoi eletti dai quattro venti... dall'un capo del cielo fino all'altro.'' (Matteo 24:29,31 – Marco13:27)

Qui alla fine di questa settantesima settimana abbiamo la gloriosa seconda venuta di Gesù Cristo per ''radunare'' la Sua Chiesa – i veri credenti.
Questo raduno realizza la Resurrezione di quei santi che sono morti, e poi la trasformazione di quei credenti ancora vivi alla Sua venuta, entrambi i quali, a quel tempo riceveranno corpi immortali!

Perchè il Signore stesso con acclamazione di conforto discenderà dal cielo, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio... e Iddio ancora addurrà con Lui quelli che dormono in Gesù quando viene.

''QUELLI CHE SON MORTI IN CRISTO RISUSCITERANNO PRIMIERAMENTE: poi noi viventi che saremo rimasti, saremo insieme con loro rapiti nelle nuvole, a incontrare il Signore, nell'aria, e così saremo sempre col Signore.'' (1Tessalonicesi 4:14-17)

ti sembra fantascienza tutto questo? ..e tu sei pronto per questi eventi imminenti? Se no, faresti meglio a prepararti sinceramente, perchè le cose si stanno veramente muovendo! E presto tutto accadrà molto rapidamente.. ma quanti capiranno e si salveranno accettando Gesù Cristo? ..spero che tu sarai fra questi, ma dipende soltanto da te, accettaLo ora nella tua vita..!

mercoledì 25 gennaio 2012

Salvezza, un dono dovuto?



I.
C'è salvezza al presente

L'apostolo dice "voi siete salvati". Non "voi sarete", o "affinché possiate essere", ma "siete stati salvati". Egli non dice "voi siete salvati in parte", né "siete sulla strada per essere salvati", né "speranza di salvezza", ma "per grazia siete salvati".
Dobbiamo essere chiari come il sole su questo punto, come Egli era, e non dobbiamo mai riposare finchè non sappiamo che siamo stati salvati.
In questo momento noi siamo o salvati o non salvati. Che sia chiaro.
A quale classe apparteniamo? Spero che, con la testimonianza dello Spirito Santo, possiamo essere così certi della nostra sicurezza e cantare "il Signore è la mia forza e mio canto ed è diventato la mia salvezza".
Su questo passo non mi dilungherò, ma passerò a osservare il prossimo punto. 

II.
Una salvezza attuale deve avvenire per Grazia 

Se possiamo dire di ogni uomo, o di un gruppo di persone, "voi siete salvati", dovremo precedere ciò con le parole "per Grazia". Non vi è alcun'altra salvezza attuale, eccetto quella che inizia e finisce con la Grazia.
Per quanto io so, non credo che nessuno nel mondo pretenda di predicare o di possedere una salvezza presente, ad eccezione di quelli che credono che la salvezza sia tutta per Grazia.
Nessuno nella Chiesa di Roma dichiara di essere salvato ora, completamente ed eternamente salvato. Una tale dichiarazione sarebbe eretica. Alcuni cattolici potrebbero sperare di entrare in Paradiso quando moriranno, ma la maggior parte di essi hanno la miserabile prospettiva del Purgatorio di fronte ai loro occhi. 
Vediamo continue richieste di preghiere per le anime dei defunti, e questo non ci sarebbe se quelle anime fossero salvate, e glorificate con il loro Salvatore. Le messe per la pace dell'anima indicano l'incompletezza della salvezza che Roma ha da offrire. Potrebbe ben essere così, poiché la salvezza papale è per opere, e anche se la salvezza per le buone opere fosse possibile, nessun uomo potrebbe mai essere sicuro che ne abbia effettuate un numero sufficiente per assicurarsi la salvezza.
Tra coloro che dimorano attorno a noi, troviamo molti che sono completamente estranei alla dottrina della Grazia, e questi non sognano mai di una salvezza al presente. Eventualmente pensano che possano essere salvati quando moriranno, oppure hanno una mezza speranza che dopo anni di attenta santità possano probabilmente essere salvati alla fine. Ma essere salvati ora, e sapere che sono salvati, va molto oltre a loro, perché pensano che sia presunzione.
Non ci può essere salvezza attuale a meno che essa sia su questa condizione, cioè "mediante la grazia siete salvati". E' cosa molto singolare che nessuno sia salito a predicare una salvezza attuale per opere. Suppongo che sarebbe troppo assurdo. Essendo le opere incompiute, la salvezza sarebbe incompleta, oppure, essendo la salvezza completa, il motivo principale del legalista sarebbe vano.
La salvezza deve essere "per Grazia".
Se l'uomo è perduto a causa del peccato, come può essere salvato se non mediante la Grazia di Dio? Se egli ha peccato, è condannato. E come potrebbe, da sè, invertire tale condanna? Supponiamo che egli debba osservare la legge per tutta la vita, alla fine avrà fatto ciò che da sempre era destinato a dover fare, continuerà a essere un servo inutile. Che cosa ne sarà del passato? Come possono i vecchi peccati essere cancellati? Come possono essere recuperate le vecchie rovine?
Secondo la Scrittura, e secondo il senso comune, la salvezza può essere solo mediante la gratuita Grazia di Dio. La salvezza nel tempo presente deve essere per Grazia gratuita di Dio.
Le persone possono contendere per la salvezza per opere, ma nessuno sosterrà argomentazioni dicendo "io mi sono salvato per ciò che ho fatto". Sarebbe un eccesso di malizia al quale pochi uomini arriverebbero. L'orgoglio difficilmente potrebbe girare intorno a se stesso con tale esagerato vanto. No, se siamo salvati, deve essere per la gratuita Grazia di Dio.
Nessuno dichiara apertamente di essere un esempio della tesi opposta. La salvezza per essere completa deve essere gratuita, per Grazia. I santi, quando arrivano a morire, mai concludono la loro vita sperando nelle loro opere buone. Coloro che hanno vissuto la vita più santa e utile, immancabilmente guarderanno alla Grazia gratuita nei momenti finali.
Non sono mai stato in piedi accanto al letto di un uomo pio che riponeva qualche fiducia nelle sue preghiere, o pentimento, o religiosità. Ho sentito uomini, per eccellenza santi, dichiarare in punto di morte le parole "Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori". Infatti, gli uomini più vicino arriveranno al Paradiso, più preparati saranno per esso, e più sarà semplice la loro fiducia nei meriti del Signore Gesù e più intensamente aborriranno ogni fiducia in se stessi.
Se questo è il caso nei nostri ultimi momenti, quando il conflitto è quasi finito, molto di più dovremmo sentire che è così mentre ci troviamo nel mezzo delle lotte. Se un uomo è completamente salvato in questo tempo presente di guerra, come può esserlo se non per Grazia.
Mentre lui deve piangere per il peccato che dimora in sé, mentre deve confessare innumerevoli mancanze e trasgressioni, mentre il peccato è mescolato con tutto quello che fa, come può credere che sia completamente salvato eccetto che per la Grazia gratuita di Dio?
Paolo parla di questa salvezza come appartenente agli Efesini: "è per grazia che siete salvati". Gli Efesini si erano dati a curiose arti e mestieri di divinazione. Essi avevano perciò fatto un patto con le potenze delle tenebre. Ora, se in quanto tali questi furono salvati, deve essere per sola Grazia. Così è anche con noi: la nostra condizione iniziale ed il carattere rendono certo che, se siamo salvati, se abbiamo redenzione su tutto, dobbiamo addebitarlo alla Grazia gratuita di Dio. Io so che è così nel mio caso, e credo che la stessa regola abbia valore nel resto dei credenti.
Questo è abbastanza chiaro, e così passerò alla prossima osservazione: 

III.
La salvezza attuale per Grazia deve avvenire attraverso la fede

Una salvezza attuale deve avvenire per mezzo della Grazia e la salvezza per Grazia deve avvenire mediante la fede.
Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo. Presumo che sarebbe stato possibile, se Dio lo avesse voluto, ottenere salvezza attraverso le opere, e ma anche per Grazia. Perché se Adamo avesse obbedito perfettamente alla legge di Dio, avrebbe fatto solo ciò che doveva fare. E così, se Dio avesse voluto premiarlo, lo stesso premio sarebbe dovuto essere secondo la Grazia, dal momento che il Creatore non deve nulla alla creatura.
Sarebbe stato un sistema molto difficile da far funzionare già se l'uomo fosse stato perfetto, ma nel nostro caso non avrebbe funzionato affatto, perché la salvezza per noi significa liberazione dalla colpa e dalla rovina, e tale salvezza non può essere afferrata tramite opere buone dal momento che nessuno è in condizione di compierne alcuna.
Supponiamo che dovessi predicare che in quanto peccatori dovreste fare certe opere per essere salvati, e supponiamo che potreste compierle davvero, una simile salvezza quindi non potrebbe essere considerata altro che un completamento della Grazia; e ben presto apparirebbe come un debito.
Comprendete che in tal modo vi spetterebbe come una ricompensa del lavoro svolto? E il suo intero aspetto ne verrebbe modificato?
La salvezza per Grazia può essere afferrata solo per l'opera della fede: il tentativo di impadronirsi di Essa attraverso l'osservanza di certi decreti della legge comporterebbe alla Grazia di evaporare.
"Pertanto, è attraverso la fede che può esserci grazia". "Se è per Grazia, allora non è più per opere: altrimenti la Grazia non è più Grazia. Ma se è per opere, allora essa non è più Grazia e le azioni non sono più azioni".
Alcuni cercano di impadronirsi della salvezza per Grazia attraverso l'uso di cerimonie, ma non ci riusciranno. Voi siete battezzati, cresimati, e portati a ricevere "il santo sacramento" da mani sacerdotali, o siete battezzati, aderendo alla chiesa, seduti alla tavola del Signore: questo vi porta la salvezza? Vi chiedo, avete la salvezza? Voi non osate dirlo. Se proclamaste una sorta di salvezza, sarei sicuro che non ci sarebbe tuttavia nelle vostre menti la salvezza per Grazia.
D'altra parte, non potete prendere possesso della salvezza per Grazia mediante i vostri sentimenti. L'opera della fede è costruita per afferrare il presente di una salvezza per Grazia. Ma il sentimento non è adatto per questo scopo. Se state per dire: "devo sentire che sono salvato, devo sentire così tanto dolore e così tanta gioia oppure non ammetterò che sono salvato", vi accorgerete che questo metodo non vi permetterà di rispondere.
Tanto vale sperare di vedere con il vostro orecchio, o gustare con il vostro occhio, o udire con il vostro naso, che credere attraverso il sentimento: è l'organo sbagliato. Una volta che avrete creduto, potrete gustare la salvezza attraverso il sentimento e le sue influenze celesti, ma sognare di ottenere una comprensione di essa da parte dei vostri stessi sentimenti è tanto folle come tentare di portare via la luce del sole con il palmo della vostra mano, o il respiro del paradiso tra le ciglia dei vostri occhi. C'è un'assurdità essenziale nell'intera faccenda.
Del resto, la testimonianza prodotta dal sentimento è singolarmente mutevole: quando i vostri sentimenti sono pacifici e deliziosi, sono presto cambiati in peggio, e diventano irrequieti e malinconici. Il più mutevole degli elementi, la più debole delle creature, le circostanze più spregevoli, possono affondare o sollevare il vostro spirito: uomini esperti arrivano a pensare sempre meno alle loro emozioni, in quanto riflettono sul poco affidamento che sicuramente può essere riposto su di esse.
La fede accoglie la dichiarazione di Dio concernente la Sua forma di perdono misericordioso  portando salvezza all'uomo credente; ma il sentimento si riscalda con appelli appassionati, e fa arrendere se stesso delirante ad una speranza che non si osa esaminare, fa volteggiare in tondo in una sorta di danza dei dervisci delle emozioni che è diventata necessaria per il suo proprio sostegno; è sotto tutti gli aspetti un' eccitazione, un mare agitato che non può riposare.
Dalle sue ebollizioni e dalle sue furie, il sentimento tende a scendere a tiepidezza, scoraggiamento, disperazione e a tutti i mali affini.
I sentimenti sono come un gruppo di nuvole, di fenomeni ventosi che non possono essere attendibili in riferimento alle eterne verità di Dio.
Ora facciamo un ulteriore passo avanti: 

IV.
La salvezza per Grazia è mediante la fede
e non viene da noi stessi 

La salvezza, la fede, e l'intera azione congiunta della Grazia, non dipende da noi.
In primo luogo, esse non risultano dai nostri meriti precedenti: non sono la ricompensa di precedenti buone imprese. Nessuna persona non rigenerata è vissuta così bene che Dio sia tenuto a darle ulteriore Grazia, e concederle la vita eterna, altrimenti essa non sarebbe più per Grazia, ma per debito. La salvezza ci viene donata, non è guadagnata da noi.
La nostra vecchia vita è sempre un vagare lontano da Dio, e nella nostra vita nuova il ritorno a Dio è sempre un'azione di misericordia immeritata, operata su coloro che fortemente ne necessitano, ma non la meritano.
Non è da noi stessi, in senso ulteriore, perchè essa non viene fuori da un nostro pregio originario; la salvezza viene dall'alto, e non viene mai scaturita da dentro. Può la vita eterna svilupparsi dalle costole nude della morte? Alcuni osano dirci che la fede in Cristo, e la nuova nascita, sono solo la creazione delle cose buone che erano nascoste dentro di noi per natura, ma in ciò, come il loro padre, essi parlano da loro stessi.
Signori, se un erede dell'ira non verrà recuperato, egli diventerà sempre più idoneo al luogo preparato per il diavolo e i suoi angeli! Potete prendere l'uomo non rigenerato, ed educarlo come il più elevato, ma egli resta e dovrà per sempre rimanere, morto nel peccato, a meno che un potere più alto arrivi a salvarlo da se stesso.
La Grazia porta nel cuore un elemento totalmente estraneo. Essa non migliora e perpetua, essa uccide e fa rivivere. Non c'è continuità tra lo stato naturale e lo stato di Grazia: l'uno è tenebre e l'altra è luce, l'uno è morte e l'altra è vita. La Grazia, quando viene a noi, è come un tizzone caduto in mare, dove certamente si spegnerebbe se non fosse stato di una tale qualità miracolosa da sconfiggere inondazioni; costituisce come proprio il regno del fuoco e della luce persino negli abissi.
Quindi la salvezza per Grazia mediante la fede non è da noi stessi nel senso che è un risultato del nostro potere. Siamo per forza obbligati a vederla come un atto divino, come la creazione o la provvidenza, o la resurrezione. In ogni fase del processo di salvezza è appropriato specificare che "non viene da voi". Dal primo desiderio dopo la Sua accoglienza piena per mezzo della fede, la salvezza è sempre di più solo del Signore, e non di noi stessi.
L'uomo crede, ma questa convinzione è solo un risultato tra i molti impianti della vita divina eseguiti da Dio stesso dentro l'anima dell'uomo. Pertanto anche la stessa volontà di essere salvati per Grazia non è di noi stessi, ma è dono di Dio.
Qui sta l'enfasi della questione. Un uomo dovrebbe credere in Gesù: questo è suo dovere per ricevere Colui che Dio ha stabilito essere una propiziazione per i peccati. Ma l'uomo non crede in Gesù, lui preferisce qualsiasi altra cosa piuttosto che la fede nel suo Redentore, a meno che lo Spirito di Dio convinca il suo discernimento e costringa la volontà, l'uomo non avrà mai un cuore per credere in Gesù unto a vita eterna.
Chiedo a qualsiasi uomo salvato di guardare indietro alla sua stessa conversione, e spiegare come avvenne.
Vi siete convertiti a Cristo, e creduto nel Suo nome, questi erano i vostri propri atti e compimenti. Ma cosa vi causò la conseguenza di trasformarvi? Quale forza sacra fu quella che vi fece voltare dal peccato verso la giustizia? A cosa attribuite questo rinnovamento singolare dell'esistenza verso qualcosa di migliore notato dal vostro prossimo? No... ammettete pure che non potreste essere stati quello che siete oggi, se non fosse per qualcosa di potente che toccò la molla della vostra volontà, che illuminò la vostra comprensione, e che vi guidò fino ai piedi della croce.
Con gratitudine noi confessiamo il fatto, deve essere così. La salvezza per Grazia mediante la fede, non è di noi stessi. E nessuno di noi si sognerebbe mai di pretendere un qualche onore per la nostra conversione, o per qualche effetto benevolo scaturito dalla prima causa divina.
Ultimo di tutti: 

V.
Attraverso la Grazia siete stati salvati
mediante la fede, e ciò non viene da voi stessi,
ma è il dono di Dio 

La salvezza può essere chiamata Theodora o dono di Dio, e ogni anima salvata può essere soprannominata Dorothea, che è un'altra forma della stessa espressione. Moltiplicate le vostre frasi, ed espandete la vostra esposizione; ma la salvezza completamente risalita al suo Capo è tutta contenuta nel dono ineffabile, la libera, smisurata, benedizione dell'amore.
La salvezza è il dono di Dio, in opposizione a un salario. Quando un uomo paga a qualcuno il suo salario, fa quello che è giusto, e nessuno si sogna di essere da lodare per questo. Ma noi lodiamo Dio per la salvezza, perché essa non è un pagamentoma è il dono della Grazia. Nessun uomo entra nella vita eterna sulla terra, o in Paradiso, come qualcosa che gli è dovuto, questo è il dono di Dio.
Di solito si dice "niente è più gratuito di un dono". La salvezza è così pura, così assolutamente donata da Dio, che nulla può essere più gratuito. Dio la dà perché così decise, nel rispetto di quel grandioso messaggio che ha fatto mordere di collera le labbra a più di un uomo: "Io avrò misericordia di chi avrò misericordia, e avrò compassione di chi avrò compassione" (cfr. Esodo 33:19 e Romani 9:15).
Siete tutti colpevoli e tutti condannati, e il grande Re perdona chi vuole in mezzo a voi. Questa è la Sua prerogativa reale. Egli salva nella sovranità infinita della Grazia.
La salvezza è il dono di Dio, da dirsi esattamente così, in opposizione al concetto di sviluppo. La salvezza non è una produzione naturale dall'interno, essa è portata da una zona straniera e radicata nel cuore da mani celesti. La salvezza è nella sua totalità dono di Dio.
Se voi desiderate averla, essa vi viene, completa. Vorreste averla come un dono perfetto? Se rispondi "no, io la produrrò nel mio laboratorio", sappi che non potrai forgiare un'opera così rara e costosa, per la quale Gesù consumò il sangue della Sua vita.
Ecco una veste senza cuciture, tessuta da cima a fondo, ti coprirà e ti farà glorioso. Vuoi averla? Se rispondi "no, mi siederò al telaio e tesserò una veste tutta mia!" allora stolto e orgoglioso che sei! Tu fileresti ragnatele. Tu tesseresti un sogno. Vorresti forse fare quello che Cristo sulla croce dichiarò essere finito?
Essa è il dono di Dio, questo è, ed è eternamente sicuro in contrasto ai doni degli uomini che presto passano. "Non come il mondo dà, io vi do", dice il Signore Nostro Gesù. Se il Mio Signore Gesù vi dona salvezza in questo momento, l'avete, e l'avete per sempre. Egli non ve la riprenderà mai indietro, e se Lui non ve la riprende, chi potrà farlo?
Se Lui vi salva ora per mezzo della fede, voi siete salvati, così salvati che non perirete mai. Nessuno potrà strapparvi dalla Sua mano.
Possa essere così per ognuno di noi! Amen. 
C. H. Spurgeon

http://www.spurgeon.org/sermons/3479.htm
traduzione a cura di:http://consapevolinellaparola.blogspot.com/   

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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